L’altra metà della mela

Come ho scritto nel libro, L’altra metà della mela è nato per gioco.
Anche se i contenuti non sono proprio un gioco. Lo si può prendere poco seriamente soprattutto nella seconda parte, dove si parla di riti magici: dal bicchiere d’acqua alla preghiera, dalla lista della spesa alle farfalle. Qualcuno può ridere all’idea di praticare un rito magico. Eppure ho visto che anche le persone più scettiche ci hanno provato, perché… non si sa mai!!!
La prima parte invece parla di vita vera. Della mia, e se chi legge decide di fare gli esercizi, parla anche della sua vita.
Scrivere questo libro, soprattutto i primi capitoli, per me è stato importantissimo. Prendere coscienza dei cambiamenti avvenuti dentro di me, sviscerarli, scriverli addirittura… è stato un modo per dirmi “sono arrivata qui”. È come se avessi piantato la bandiera su un territorio conquistato dopo lunghe fatiche: quel territorio è la consapevolezza di me, del mio valore e il mio amor proprio. Descrivere quel percorso di ricostruzione del sé è servito per ricordarmi la strada fatta e per testimoniarla a me stessa.
La parola che forse non ho messo nel libro, ma che mi ha accompagnato in tutto il progetto è stata “verità”. La verità di se stessi apre tutte le porte. Capire chi si è, incontrare la propria anima, scoprire il proprio valore, imparare ad amarsi, capire di essere amabile, ritrovare dentro di sé l’amore… sembrano cose scontate, ma non è sempre così.
A volte la vita ci allontana da noi stessi. A me è successo. E ciò che racconto nel libro è stato il mio percorso per ritrovarmi. Nella verità di me stessa. Questo forse è il messaggio più importante del libro.
(E poi… ho avuto fortuna! La fortuna che nel capire chi sono, ho trovato la mia altra metà della mela.)

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